Archivio per la categoria 'Libri'

I bambini devono fare più sport e non solo uno

… E chi lo va a dire alle Federazioni Sportive che praticare un solo sport da bambini è dannoso per lo sviluppo dei futuri atleti e per il loro sviluppo personale.

Free Book – Managing talent development and pressure in sport

Managing Talent Development and Pressure in Sport FreeBook

Recensione libro: Coach Wooden and Me

E’ uscito l’ultimo libro di Kareem Abdul-Jabbar: “Coach Wooden and Me”. Racchiudere le emozioni di un rapporto cinquantennale nei bordi cartacei di un libro non dev’essere stato facile, neanche per una penna raffinata ed esperta del calibro di Lew Alcindor a.k.a Kareem Abdul-Jabbar. Il fenomeno ex Bucks e Lakers è riuscito in questa ardua impresa, e l’ha fatto in grande stile. Le pagine scorrono agilissime, tra riflessioni sulla propria adolescenza e maturità, sulle spinose vicende politiche del tempo e sulla propria visione di concetti elevati quali, ad esempio, la morale religiosa e l’etica sportiva.

Questo libro contiene tutto ciò che possa esserci da sapere su di loro, ma proprio tutto. Dai momenti più luminosi di successo ai momenti di più buia disperazione, quasi sempre placati dalle citazioni letterarie e dalle parole sempre appropriate del Coach. A questo proposito, Kareem cita questa frase di Mark Twain, particolarmente cara a Wooden:

«La differenza tra una parola quasi giusta e una giusta è davvero una grossa questione: è la differenza che c’è tra una lucciola e un lampo».

Il Coach ha sempre scelto il lampo, misurando con attenzione il peso delle proprie parole, per non ferire il proprio interlocutore e per fornirgli sempre spunti positivi.

(Sintesi recensione di Cataldo Martinelli)

Insegnare per allenare

Con Claudio Mantovani, responsabile scientifico Scuola dello Sport, dopo 25 anni di collaborazione e amicizia ci facciamo una foto insieme alla presentazione dei nuovi libri per gli allenatori, di cui è l’editor del volume “Insegnare per allenare”, Edizioni SdS-Coni.

Recensione: Ai vostri posti: Il mondo, lo sport, le Olimpiadi. I campioni che hanno vinto e quelli che non ce l’hanno fatta

Ai vostri posti

Il mondo, lo sport, le Olimpiadi. I campioni che hanno vinto e quelli che non ce l’hanno fatta

Valerio Piccioni, Gianni Bondini, Ivano Maiorella e Nicola Sbetti (a cura di)

Edizioni BookLab, 178 pagine a colori

Il libro si può richiedere a:

Ufficio stampa e comunicazione UISP, email: uisp@uisp.it  tel. 06-43984305.

Questo libro pubblicato nel 2016 in occasione dell’anno olimpico  contiene le biografie di una cinquantina di campioni di sport e di umanità, che hanno lasciato il segno pur non avendo necessariamente conquistato la medaglia d’oro. La pubblicazione è realizzata da La Corsa di Miguel e da Uisp.

L’anno olimpico è l’occasione per rileggere i Giochi attraverso la lente del valore sociale dello sport. Partendo dalle storie dei campioni che hanno vinto pur non essendo arrivati primi, delle donne che si sono fatte largo in un mondo storicamente maschile e maschilista, degli atleti simbolo della lunga marcia dei diritti, delle pari opportunità, dell’antirazzismo. “Ecco i pifferai magici di questa storia: spesso sono i vincitori è inevitabile ma a volte possono essere anche degli sconfitti – scrive Valerio Piccioni, giornalista, in apertura del libro – non ci aspetta una sola storia, capace di dire tutto a tutti. Piuttosto delle storie, da scoprire o da riscoprire, che meritano di essere raccontate e che ci aiutano a capire il mondo”. L’’indice del libro è molto articolato ed è stato suddiviso in capitoli, ognuno dei quali evoca suggestioni che lo fanno leggere d’un fiato.

“Guerra e Pace” dove si parla fra tanto altro della rivalità e amicizia che non piacque a Hitler fra l’americano Owens e il tedesco Long, oppure della storia di Zatopek fra vittorie e carri armati russi, o di Settembre nero e le Olimpiadi Monaco. “Sconfitti o Vincitori?” da Dorando Pietri e l’Olimpiade persa a Ron Clarke, il campione Keniano a cui fu detto che non avrebbe mai potuto correre.”Quelle sfide olimpiche professoresse di storia” da Tito batte Stalin su un campo di calcio nel 1952, a la rivolta ungherese e la pallanuoto, a USA-Cuba di baseball alle Olimpiadi di Atlanta.

Sono 13 capitoli che mostrano come storia, sport, società e cultura costituiscano un rapporto inscindibile. E’ un libro per tutti, per chi ama lo sport e vuole capirne il significato profondo, oltre le mode dominanti, ma è anche un libro per coloro che pensano che lo sport sia un semplice esercizio fisico, senza comprenderne il valore per lo sviluppo dell’essere umano. Infine, è un libro in cui si mostra che lo sport è espressione della cultura nella quale siamo immersi e talvolta esprime, come in tutte le forme di abuso sportivo che conosciamo, i valori peggiori della nostra società. Per questo lo sport va difeso, per diffondere il suo ruolo costruttivo nello sviluppo della cultura nella quale viviamo. “Ai vostri posti” fornisce proprio questo contributo e l’unico rammarico è che non abbia trovato un tipo di diffusione più ampio come invece meriterebbe.

 

 

 

IJSP contents 2/2017

30 anni dalla pubblicazione di Mental Training

30 anni fa usciva il mio primo libro di psicologia dello sport. Mental Training illustra un programma di preparazione psicologica organizzato su 8 settimane. Come scrisse nel 1992 John Salmela in The World Sport Psychology Sourcebook: “Mental Training is an original initiative that resembles many of the North American applied sport psychology “how-to” books”. Il libro, infatti, si rivolge agli atleti con l’intenzione di fornire schede per la valutazione di alcune abilità psicologiche di base e del loro comportamento agonistico e d’insegnare competenze mentali relative al goal setting, al rilassamento, all’allenamento ideomotorio e alla concentrazione. E’ un libro pratico e utile anche agli psicologi che vogliono avvicinarsi al mondo sportivo agonistico, fornendo un sistema che permette di programmare il proprio intervento attraverso compiti e abilità da sviluppare settimanalmente. E’ un libro che si basa sulle mie esperienze svolte negli anni precedenti con squadre di pallavolo di club e nazionali. In quegli anni era già presente una letteratura scientifica relativamente vasta in cui si evinceva l’efficacia del mental training per gli atleti di alto livello. In quello che si può considerare il migliore libro di psicologia di quel periodo, Psychological Foundations of Sport a cura di John Silva e Robert Weinberg (1984),  vi era una parte del libro (5 capitoli) centrata sui temi connessi alla gestione dello stress agonistico. Pertanto non fu difficile trovare un fondamento scientifico al programma che avevo sviluppato. Inoltre, in relazione alle durata del programma di 8 settimana, decisi di fare questa scelta poiché Richard Suinn, che per primo aveva introdotto nel 1971 nello sci alpino americano, un programma di gestione dell’ansia agonistica attraverso l’integrazione del rilassamento con l’allenamento ideomotorio (che lui chiamava: ripetizione  visivo-motoria del comportamento) basato su 10 incontri, come fosse una psicoterapia breve. Pensai che fosse necessario un periodo più lungo e mi orientai su un periodo di due mesi

Risultati immagini per mental training alberto cei

Recensione libro: Allenare nel calcio femminile

Allenare nel Calcio Femminile

Emanuele Chiappero, Rita Guarino e Nicola Sasso

Milano: Edizioni Correre

2017, pp. 144 

Il calcio femminile è in continua crescita ovunque nel mondo. Sono 30 milioni le praticanti, pari al 40% totale delle atlete. In Europa, però, sono solo 1.200.000 e solo in 6 paesi le calciatrici sono almeno 60.000 (Danimarca, Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia). In  Italia, nel 2016 le giocatrici erano 23.000. Questo libro vuole rispondere alla esigenza di chi lavora in questo ambito del calcio di comprendere quali ne siano le specificità legate al profilo di prestazione di una squadra di calcio femminile. Quanto presentato si fonda sui dati scientifici che abbiamo a disposizione e da cui vengono fatti discendere le metodologie operative  di cui servirsi sul campo. Il libro è diviso in tre parti. La prima, di Emanuele Chiappero, laureato in scienze motorie e preparatore atletico professionista, riguarda il modello prestativo della calciatrice: la valutazione degli aspetti fisici, la prestazione in campo e la donna atleta. Emerge che le calciatrici presentano un range di valori medi in relazione all’altezza (1.61-1.68m), minore peso rispetto ai maschi (57.7-64.1kg) e maggiori percentuali di grasso corporeo (14.6-22.3kg). Da notare che in relazione al ruolo, alcune indagini hanno evidenziato che i portieri presentano diversità fisiche più marcate rispetto agli altri ruoli in relazione a peso e altezza e con una maggiore percentuale di grasso. La ridotta ricerca in questi ambiti, ad esempio, non permette di avere ad oggi dati certi sulla coordinazione e il suo rapporto tra calciatrici e calciatori; anche se le donne sembrano avvantaggiate a partite dai 18 anni sotto il profilo della capacità di orientamento spaziale, senso del ritmo, equilibrio e motricità fine. Il capitolo sulla prestazione in campo fornisce dati interessanti, scoprendo che una ragazza corre circa 9-12 km in una partita e compie circa 250 brevi azioni anaerobiche, con sprint ripetuti della durata di 2-4 sec, con intervalli di 90 sec per 39 volte a partita. Inoltre nel calcio femminile si effettuano meno azioni intense  al minuto rispetto alla Serie A maschile (3.30 vs 4.5) e maggiore è il recupero passivo (18 sec vs 12 sec al minuto). La seconda parte del libro è di Rita Guarino, psicologa, allenatrice professionista UEFA A e allenatrice della nazionale italiana femminile U17; riguarda l’allenamento della mente e della tecnica nel calcio femminile. Il testo descrive in modo chiaro e ben organizzato le caratteristiche psicologiche delle ragazze, i cambiamenti che avvengono durante lo sviluppo evolutivo e il ruolo dell’allenatore. In particolare in relazione alla costruzione della mentalità di giocatrice l’approccio utilizzato parte dall’approccio di Bandura, evidenziando che allenare la mente significa da parte delle ragazze un rilevante investimento personale e e sul modo di concepire i propri mezzi in maniera sempre più consapevole. Avendo come obiettivo la crescita del senso di efficacia personale. Viene, inoltre, proposto il profilo di prestazione di Butler con esempi specifici di competenze collegate al calcio. Dal punto di vista della metodologia dell’insegnamento il libro propone un approccio che alterna approccio globale e analitico, fornendo le ragioni di questa scelta. In seguito, nelle successive 40 pagine di questa parte vengono presentati con figure e testo accanto: i test tecnici, le proposte didattiche relative all’apprendimento della tecnica e quelle riguardanti la collaborazione nel gioco tattico individuale e collettivo.  Infine, alcune pagine sono dedicate al portiere, ne viene sottolineata la complessità psicologica, la solitudine da sconfiggere. Il portiere deve combattere le proprie paure, deve essere consapevole della sfida, per imparare così a essere risoluta e rapida nelle decisioni e negli spostamenti. La terza parte del libro, di Nicola Sasso. preparatore atletico professionista e laureato in fisioterapia e in scienze motorie, tratta del lavoro preventivo e della valutazione delle calciatrici. Vengo descritti gli infortuni nel calcio femminile, i fattori di rischio, il lavoro preventivo da attuare per ridurre la frequenza d’infortunio, e i vari tipi di valutazione (strutturale, postulare, funzionale).

Recensione libro: Insegnare per allenare

Insegnare per allenare 

Metodologia dell’insegnamento sportivo

Claudio Mantovani (a cura di)

Roma: Edizioni SDS, CONI

2016, p.379, 30 euro

In un mondo sportivo sempre più specializzato è necessario che anche l’insegnamento dello sport risponda alla stessa esigenza. L’allenamento non è solo una questione di perfezionamento della tecnica sportiva ma perché sia efficace è altrettanto importante che il modo in cui si allena abbia la stessa attenzione. Come sempre bisogna sapere cosa fare ma allo stesso tempo bisogna sapere come fare, cioè come trasmettere i contenuti tecnico/tattici sportivi. Pertanto questo libro, scritto da esperti in questo ambito, va a coprire questa necessità.

Contenuti

  • Le competenze didattiche del tecnico sportivo – Claudio Mantovani
  • La comunicazione efficace – Alberto Cei
  • La motivazione nelle attività sportive – Claudio Robazza
  • L’apprendimento delle abilità motorie – Laura Bortoli e Claudio Robazza
  • La didattica: L’insegnamento delle tecniche – Laura Bortoli e Claudio Robazza
  • Il processo di osservazione nello sport – Alberto Cei
  • Lo sport giovanile e il rapporto con le famiglie – Laura Bortoli
  • La valutazione delle abilità motorie – Franco Merni
  • Il valore del gioco come strumento educativo – Paolo Seclì
  • L’etica nello sport – Emanuele Isidori
  • La formazione dei tecnici sportivi – Claudio Mantovani

Recensione libro: Soccer Speed

Soccer Speed

Richard Bate and Ian Jeffreys

2015, pp. 216

Champaign, IL,  Human Kinetics

Why is Speed so important in today’s soccer?

Definitely during its history, soccer has changed in the rules of the game, in sportswear and footwear, in game organisation. But there are other key factors that differentiate modern soccer:

  • Today’s game is quicker; specifically, both ball speed (as it travels from player to player) and players own movements are much faster than they were even just 10 or 15 years ago.
  • Players now regularly cover distances between 9-14 km per game, because they are running faster and moving more often.
  • The game features of today’s attack are the accuracy and speed to pass the ball.
  • The typical characteristic of a player has also evolved into a quicker, more agile and physically sculpted athlete.

So Speed is a vital commodity for players who want to maximize their performance.

In soccer we’re talking about Game speed, in other words the speed requirements for soccer are different compared the practice by track athletes; indeed, the player during the game moves in an open environment in which distance, direction and starting pattern all vary from moment to moment. In addiction, the athlete’s movements need to be linked with game skill requirements. Maximum speed and Acceleration (two important terms related to running speed) are performed to accomplish a soccer-specific task, such as shooting, tackling, dribbling or passing. Players are also required to change direction more than a 1000 times per game, exactly every 6-7s. Those directional movements are closely linked with the high speed actions. So it’s important the development of Agility too. For modern players Speed and Agility are two key components that contribute to the ultimate quality of performance.

Speed is important for decision making of players. The game rarely presents exactly identical situations, especially in free play, so the abilities to think and decide at speed, to act at speed, and to change decision at speed are crucial to “build” an intelligent player.

Development of Speed and Agility starts with young players coaching, remembering the essential of sensitive phases, in other words the “fertility” moments of development of physical abilities. We can start to stimulate the abilities of reaction and movements frequency (Cyclic speed) at 6 years old, even if the peak is between 9-11 years old. The rapidity of isolated movements (No-Cyclic speed) and Acceleration have their sensitive phase during 11-14 years old. After those years Speed and Agility will tend to stabilise and then decrease. So it’s vital to create right training programs that help players to maintain this capacity to high levels, remembering and following the elements of a Game speed program (technical and physical development) and the right Game speed exercise progression.

(di Michele Rosci)