Manuel de Los Santos, gioca con una sola gamba con i pro del golf

Manuel de Los Santos, giocatore di golf che nel 2003 ha perso una gamba in un incidente di moto , partecipa questa settimana al Hauts de France Open. E’ la prima volta che un giocatore con disabilità gareggia in un torneo del Challenge Tour.

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Le principali competenze degli atleti vincenti

Le competenze psicologico che un atleta deve dimostrare in gara e in allenamento sono spesso difficili da elencare perché si rischia di fare una lista senza fine, che quando diventa troppo ampia perde la sua utilità poiché non si sa più da dove cominciare e cosa serve realmente nei momenti più importanti di una gara. Ciò nonostante oggi vorrei provare a elencare le abilità che dal mio punto di vista rappresentano una pietra miliare nella vita sportiva di un atleta.

  • Auto-controllo – vuol dire sapere quali sono i comportamenti da metter in atto nelle varie situazioni sportive e che bisogna sapere gestire per soddisfare le richieste di gara. L’auto-controllo richiede il rispetto dell’avversario e nel contempo l’abilità a indirizzare se stessi e la propria aggressività per oltrepassare le difficoltà poste dalla gara e dall’avversario, con l’obiettivo di fornire la migliore prestazione di cui si è capaci.
  • Prontezza all’azione – l’atleta è una persona che agisce e quindi deve essere pronto a calciare una palla, a tirare un colpo, a mettere una botta, a correre a un ritmo preciso, ad anticipare gli avversari, a iniziare piuttosto che concludere in modo efficace una gara e così via. La prontezza si manifesta quindi in un elevato livello di consapevolezza situazionale: bisogna sapere cosa fare in un determinato momento e farlo nel modo migliore.
  • Tenacia e resilienza – non mi è chiara la distinzione fra questi due concetti psicologici, ma ritengo che un atleta debba continuare a fare del suo meglio anche quando è stanco, quando tutto sembra perduto, nei momenti decisivi, quando manca poco alla fine di una gara, quando si sente confuso ma sa che ha preparato un piano per quei momenti.
  • Attenzione – Robert Nideffer ha detto che l’attenzione è l’unica cosa che conta nei momenti decisivi, sono d’accordo e per questa ragione la considero come quell’abilità che mette in grado l’atleta di sapere dove indirizzare il proprio impegno mentale. Bisogna sapere a cosa prestare attenzione, sapere quando servirsi di uno stile attentivo rivolto in modo ampio verso l’ambiente piuttosto che invece averne uno più ristretto e focalizzato su pochissimi fattori esterni. Senza un’attenzione adeguata non si è in grado di comprendere cosa sta per accadere e di muoversi anticipatamente.
  • Ottimismo – La spiegazione delle prestazioni sportive è un fattore importante poiché determina l’aspettativa in relazione a quelle future. Gli esseri umani sono spesso impegnati a spiegarsi i propri risultati positivi e negativi. E’ pertanto fondamentale che un atleta abbia una percezione ottimista delle proprie prestazioni, poiché se si spiegano i risultati positivi in termini di fortuna o mancanza di avversari competenti, difficilmente si potrà migliorare e acquisire una mentalità vincente.

170 milioni $ per combattere la sedentarietà

Unfortunately, the vast majority of Americans don’t get enough exercise and a growing segment doesn’t get any exercise. Technology has allowed us to get by with less and less physical activity. Seventy-five years ago, it was very difficult to even make a living sitting down, but nowadays more and more people work sedentary jobs where they are seated a big portion of the day—and their bodies are rebelling for it!

  • Diabetes is on the increase and predicted to affect 1 in 3 people by 2050.
  • 70.7% percent of Americans aged 20 and older are overweight
  • 37.9% of Americans aged 20 and older are obese
  • Heart disease is still the leading cause of death in America. One in three deaths is related to heart disease

In 2017, US-NIH will launch a huge study to document in detail exactly what is happening in the body when exercising and prove that exercise is medicine.

The six-year, $170 million study will follow 3,000 sedentary people ranging from children to the elderly as they embark on an exercise program. A control group, who will remain sedentary, will also be tracked for comparison.

José Maria Cagigal: un fondatore della psicologia dello sport

Nel 1963 Ferruccio Antonelli, Michel Bouet e José Maria Cagigal s’incontrarono in Spagna durante un congresso medico e decisero che era venuto il momento di riunire in un unico evento mondiale tutti coloro che s’interessavano di psicologia dello sport. Antonelli realizzò nel 1965 a Roma questa idea e fondò l’International Society of Sport Psychology.

A distanza di più di 50 anni, quest’anno a Siviglia durante il Congresso mondiale di psicologia dello sport verrà ricordato l’impegno e il lavoro di uno dei principali artefici di questo inizio. José Maria Cagigal (1928-1983) verrà ricordato per il suo fondamentale ruolo nello stabilire per la prima volta un rete internazionale in questa disciplina. Questo ruolo chiave fu testimoniato da Antonelli, in apertura del Congresso del 1973 dicendo “Voglio ricordare che non è certamente sbagliato sostenere che la psicologia dello sport scientifica è nata in Spagna”. Scrisse numerosi libri e fu in Spagna  il primo direttore dell’Istituto Nazionale di Educazione Fisica. Fu tra i primi a sostenere la differenza fra lo sport-business e lo sport come espressione libera del movimento.

JOSÉ MARÍA CAGIGAL - OBRAS SELECTAS - VOLUMENES I, II Y III (Coleccionismo Deportivo - Libros de Deportes - Otros)

Fare come a Manchester per vincere la paura del terrorismo

I fatti di queste ultime settimane ci spingono ad avere paura di andare a una manifestazione pubblica o di fare un viaggio a Londra ma la risposta non deve essere quella di chiudersi dentro casa ma di fare come a Manchester, di nuovo 50.000 persone insieme a dire che abbiamo fiducia e crediamo nella libertà. Viviamo in un presente dilatato su base planetaria. Qualsiasi cosa accada  in qualche parte del mondo lo sappiamo subito, dalle bombe a Kabul, ai morti di Londra sino al panico della folla di Torino. Sono storie diverse ma collegate tramite le informazioni di cui siamo costantemente e in tempo reale soverchiati. Questo vortice continuo di notizie ha reso più piccolo il mondo nella nostra percezione, perché questa condivisione immediata riduce le distanze geografiche e ci stimola a sentirci in pericolo. Gli attentati vogliono raggiungere questo obiettivo colpendo il nostro stile di vita, dalla libertà di uscire, andare ai concerti, divertirsi, andare a una partita o vederla in un piazza. La velocità dell’informazione è un’arma ulteriore di cui si servono i terroristi, poichè  sappiamo tutto l’istante dopo che è accaduto, senza essere stati preparati a mitigarne il contraccolpo sulla nostra mente. Per non sentirci schiacciati dal peso di queste notizie e dall’insicurezza che possono generare, dobbiamo allora imparare a rassicurare noi stessi e chi ci vive accanto. Non c’è, infatti, un modo preconfezionato di rispondere a queste tragedie e alle paure che ci sollecitano, dobbiamo continuare a fare quello cha abbiamo sempre fatto. Lo sport e la musica possono aiutare, perché sono condivisione di una passione e soddisfano nel profondo la voglia di stare insieme, di sentirsi uniti. Rappresentano, quindi, un antidoto a quella tensione inespressa vissuta sotto pelle, che si accumula ogni giorno se non viene sciolta nella pratica d’interessi che uniscono, che fanno provare emozioni condivise e che arricchiscono la nostra esistenza. Dobbiamo continuare a diffondere la cultura in tutte le sue forme da quella sportiva a quella musicale a quella artistica. Come singole persone siamo i depositari della nostra cultura che si deve poter manifestare in libertà, non dimentichiamocelo quando penseremo se andare a una partita, se partecipare a una gara podistica o permettere ai nostri figli di andare a un concerto.

Calcio Insieme incontra Amatrice Arquata e Accumoli

“I CUORI NON TREMANO “ Calcio Insieme incontra Amatrice Arquata e Accumoli – 20 maggio 2017 Centro Sportivo Pio XI via di Santa Maria Mediatrice, – Roma.

Una giornata insieme di sport e di integrazione tra i bambini delle scuole calcio di Amatrice, Arquata , Accumoli e quelli del “calcio integrato“ della AS Roma. La Roma Cares e l’ Accademia di Calcio Integrato, con la collaborazione di Gruppo HTR, invitano i tre Comuni colpiti dal terremoto a trascorrere una giornata insieme, di calcio, di solidarietà, di socialità, affinché i bambini e le loro famiglie possano sentire e condividere come lo sport vero riesca a comunicare la gioia di stare insieme.

Il calcio integrato ha lo scopo di promuovere l’attività motoria e l’insegnamento del calcio nei giovani tra i 6 e i 12 anni al fine di migliorare da un lato la qualità della loro vita attraverso la pratica sportiva continuativa nel tempo e dall’altra di insegnare un modello di calcio a loro adeguato, ma anche per costruire una community in cui scuola, famiglia, organizzazione sportiva e staff possono sentirsi parte di un progetto Lo scopo del progetto è di creare le condizioni per favorire l’empowerment di ogni bambino, cosi come è stato definito dal Comitato Paralimpico Internazionale.

L’addio di Totti ai tifosi

L’addio di Totti ai tifosi: «La sua forza è stata mostrare le proprie fragilità»

Lo psicologo dello sport Alberto Cei: «Ora Francesco deve cercare un modo per fare pace con se stesso, per riempire quei vuoti che inevitabilmente avrà»

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Sei disposto a sbagliare?

A qualsiasi età possiamo scegliere di cambiare

Si può sempre ricominciare

a patto di essere disposti a sbagliare.

Francesco Totti

10 domande per capire la componente psicologica degli sport

10 domande per capire la componente psicologica degli sport

  1. Qual è la parte mentale del riscaldamento?
  2. Come ci si mette nella condizione pre-gara o pre-allenamento ottimale?
  3. Come si effettua la ripetizione mentale prima di un esercizio?
  4. Quali sono gli aspetti mentali della preparazione fisica?
  5. Come essere consapevoli che ci si sta allenando solo per eseguire i compiti di una seduta?
  6. Come riconoscere l’intensità mentale in allenamento e gara?
  7. Quali sono le richieste attentive dei vari sport?
  8. Come reagire immediatamente a un errore in modo costruttivo?
  9. Come utilizzare le pause tra le prove per recuperare non solo fisicamente ma anche mentalmente?
  10. Come sviluppare la consapevolezza situazionale?