Workshop: Performance Behavior in Elite Sports

Il prossimo 6 Dicembre presso l’Olympic Center Papendal (Olanda), una grande sessione dedicata a: “Performance Behavior in Elite Sports” sarà organizzata dal Team Netherlands in collaborazione con TOPSport Vrije Universiteit Brussel

Il programma è rivolto a psicologi e altri esperti che lavorano nello sport di elite, allenatori, atleti, direttori tecnici, dirigenti sportivi e studenti. Per ulteriori dettagli e registrazione vai a: https://lnkd.in/dcMUct4

With: Paul WyllemanMaurits G. HendriksChris HarwoodAlberto CeiSuzan BlijlevensJolan KegelaersEveline FolkertsHardy MenkehorstTakeshi KUKIDOMEThierry SOLER, Urban Johnson, Marc Hendriks, Maria Psychountaki, Petra Huybrechtse, Pieta Van DishoeckNynke KlopstraHafrún Kristjánsdóttir, PhDAnaëlle MalherbeTanja Kajtna, Sidonio Serpa, Sylvia HoppenbrouwersEefje Raedts

Attività fisica e depressione

Un nuovo studio mostra in modo evidente che l’Attività Fisica riduce la depressione anche in presenza di un alto rischio genetico. La prevenzione primaria basata su dati di ricerca per la depressione deve includere anche l’Attività Fisica.

Karmel W. Choi et al. Physical activity offsets genetic risk for incident depression assessed via electronic health records in a biobank cohort study. Depression & Anxiety, 5 novembre 2019.

Abstract

Background

Physical activity is increasingly recognized as an important modifiable factor for depression. However, the extent to which individuals with stable risk factors for depression, such as high genetic vulnerability, can benefit from the protective effects of physical activity, remains unknown. Using a longitudinal biobank cohort integrating genomic data from 7,968 individuals of European ancestry with high‐dimensional electronic health records and lifestyle survey responses, we examined whether physical activity was prospectively associated with reduced risk for incident depression in the context of genetic vulnerability.

 

Methods

We identified individuals with incident episodes of depression, based on two or more diagnostic billing codes for a depressive disorder within 2 years following their lifestyle survey, and no such codes in the year prior. Polygenic risk scores were derived based on large‐scale genome‐wide association results for major depression. We tested main effects of physical activity and polygenic risk scores on incident depression, and effects of physical activity within stratified groups of polygenic risk.

Results

Polygenic risk was associated with increased odds of incident depression, and physical activity showed a protective effect of similar but opposite magnitude, even after adjusting for BMI, employment status, educational attainment, and prior depression. Higher levels of physical activity were associated with reduced odds of incident depression across all levels of genetic vulnerability, even among individuals at highest polygenic risk.

Conclusions

Real‐world data from a large healthcare system suggest that individuals with high genetic vulnerability are more likely to avoid incident episodes of depression if they are physically active.

 

 

La gestione dello stress da parte di Sarri e Ancelotti

I problemi che stanno incontrando Sarri nella gestione di Ronaldo e Ancelotti nei riguardi della squadra e del suo presidente mettono in evidenza quanto sia difficile in questi momenti mantenersi ottimisti, tesi, soddisfatti e determinati piuttosto che pessimisti, insoddisfatti, insicuri e sfiduciati. Ora la questione è la seguente: come mantenere questo atteggiamento positivo in questi momenti di stress, nel perdurare di una situazione di crisi.

Questo stress non deriva tanto dai risultati ma si riferisce allo stress da gestione dei calciatori, da incomprensioni  che insorgono durante il percorso di lavoro o dal dover negoziare con i propri giocatori.

Sappiamo che ciò che differenzia un allenatore che le gestisce da un altro che, al contrario, le subisce è nel modo di fronteggiare le situazioni che percepisce come stressanti.

Una domanda a cui rispondere è la seguente: “Come faccio a mostrarmi convinto che ce la faremo a uscire da questa crisi  o che le mie scelte sono quelle giuste?” Nel calcio si sa che se quando entri in campo non sei convinto che hai tutto quanto ti serve per riuscire a raggiungere il tuo obiettivo, è quasi sicuro che non lo raggiungerai. E’ come dire ai propri avversari: “Tenete oggi vi regaliamo un po’ della nostra convinzione di vincere, noi preferiamo restare insicuri.” Quindi l’insegnamento è il seguente: accettare la sfida e giocare convinti di farcela sino al fischio finale. Ai giocatori s’insegna a rincorrere anche le palle impossibili da prendere, perché non si deve mai abbandonare l’idea che sia  possibile.

Per trasmettere quotidianamente a se stesso questa mentalità, l’allenatore deve essere il primo a dimostrare apertamente un atteggiamento di questo tipo. Qualcuno potrebbe obiettare che non è affatto facile vivere in questa maniera, d’accordo, parafrasando Andy Warhol si può dire che 15 minuti di sconforto non si negano a nessuno ma dopo bisogna cambiare atteggiamento, abbandonare completamente questa condizione e impegnarsi a realizzare le decisioni prese, con convinzione e positività.

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Cambiare per continuare a essere Federer

“Per poter affrontare i più giovani ho dovuto reinventare il mio gioco, il tennis è in costante evoluzione”

Federer dimostra che si può cambiare anche a 38 anni.

 

Contro il #razzismo nello sport

“Si è ciò che si comunica”. Diciamolo a tutti i presidenti di club, allenatori, tifosi, genitori e figli: le parole e i comportamenti dicono chi siamo e in cosa crediamo e ognuno si assuma la responsabilità delle sue azioni.

#razzismo #Balotelli @ParoleOstili

Risultati immagini per manifesto della comunicazione non ostile

Le sfide mentali del tennis

Iniziata la preparazione alla nuova stagione agonistica con le migliori U18 italiane di tennis al Centro Tecnico Nazionale di Formia. Grandi aspettative e molta responsabilità per fornire le opportunità più efficaci di allenamento fisico, tecnico/tattico e mentale.

Per capire appieno l’impegno richiesto alle ragazze e allo staff , elenco di seguito le principali situazioni che si troveranno ad affrontare.

 

Il mental coaching quando non si parla stessa lingua

La preparazione psicologica con gli atleti e gli allenatori è di solito un’attività che si svolge tra persone che parlano la stessa lingua madre, poiché condividere lo stesso clima culturale favorisce la relazione e il cambiamento. Svolgendo questa attività di consulenza anche all’estero e specialmente in paesi non di  lingua madre inglese, come Cipro, India, Malta, Emirati Arabi Uniti e Iran ho constatato che l’inglese, anche come seconda lingua, permette comunque di avere un dialogo costruttivo ed ugualmente efficace con gli atleti. Recentemente sono stato due settimane in Cina, a Pechino, a lavorare con la nazionale cinese di tiro a volo e in questo la situazione mi ha posto difficoltà diverse, dovendo lavorare con un’interprete che per quanto esperta, limitava il rapporto con gli atleti e gli allenatori e di conseguenza metteva a rischio l’efficacia della preparazione psicologica. Di conseguenza, il lavoro svolto è stato centrato essenzialmente su esercitazioni pratiche da svolgere collettivamente in palestra e individualmente sul campo di tiro. In tal modo, gli atleti hanno potuto sin da subito applicare in allenamento le strategie e le tecniche psicologiche per migliorare le loro capacità di prestare attenzione in condizioni di stress agonistico e come rifocalizzarsi dopo un errore o nei momenti di difficoltà.  Questa esperienza mi ha ulteriormente confermato che, anche con i nostri atleti italiani, troppo spesso spendiamo troppo tempo nel descrivere ciò che dovrebbero fare/pensare/sentire piuttosto che più pragmaticamente permettergli di fare esperienze di cambiamento e di ottimizzazione delle loro risorse psicologiche attraverso uno specifico allenamento formato da esercitazioni. Sistema che d’altra parte conoscono molto bene, dato che la preparazione fisica e l’allenamento tecnico si fondano proprio sulla pratica ripetuta nel tempo con l’intensità desiderata.


Nel Regno Unito si assumono psicologi dello sport

… once again the UK sport shows that hiring a psychologist in an Olympic team is a serious thing, it requires to find an expert with specific skills, which only the sport psychologist has developed. UK sport is against sports charlatans, unskilled people who often work under the name of “motivator” or “mental coach” but also against the work entrusted to personal or family recommendation, so widespread in Italy.
Sport Psychologist/Senior Sport Psychologist.
 Location: flexible

Salary: £26,266 – £36,988 p.a pro-rata

Contract Type: Permanent

Position Type: Part Time

Interview Date: Tuesday, 10 December 2019

Closing Date: Wednesday 20 November 2019

ROLE SUMMARY 

This role will lead and deliver the Psychology programme and mental health strategy for Boccia UK, providing effective performance focused support to athletes and their coaches. The support will maximise the opportunity for success at the Paralympic Games by supporting senior athletes to develop the mental skills to win in Tokyo.  The psychologist will evolve the development of a high-performance training and competition environment and promote positive mental health, working closely with the Performance Director, Head of Performance Support and Performance Coaches.

MAIN TASKS AND ACTIVITIES

Work with the Head of Performance Support, Technical Lead Psychologist and identified NGB staff improve performance through developing, implementing and evaluating psychology services.

  • Proactively deliver performance focused psychological services to athletes which develops and consolidates consistent performance behaviours through the effective use of psychological support
  • Deliver psychological services to athletes to promote positive mental health, enhance psychological wellbeing and support athlete welfare
  • Support coaches by aligning psychological services with the coaching and training programmes of these athletes.
  • Use expertise in the field of psychology to advise the Boccia UK Senior Leadership Team on the cultural development of Boccia UK WCP.
  • Use expertise in the field of psychology to advise the Performance Team on building effective working relationships with athletes and coaches.
  • Contribute psychological expertise to performance-impacting multi-disciplinary team projects and support work with coaches, support staff and athletes.
  • Ensure that the delivery of the psychology service effectively meets its commitments to athletes, coaches and National Governing Bodies including appropriate training objectives.
  • Maintain a comprehensive, indexed database of work conducted with athletes and coaches
  • Where appropriate, attend, contribute to and provide regular reports at appropriate meetings associated with the programme and to key stakeholders including other EIS colleagues and NGB staff
  • Contribute to knowledge development, aggregation and sharing across the organisation to support the development of world class psychology services and the high-performance system #CollectiveBrilliance.
  • This job description is not to be regarded as exclusive or exhaustive. It is intended as an outline indication of the areas of activity and will be amended in the light of the changing needs of the organisation.

Le 10 regole per allenarsi con successo

Le 10 regole per allenarsi con successo

  1. Avere consapevolezza di sè – Lo scopo dell’allenamento è il miglioramento e l’ottimizzazione di tutte le competenze dell’atleta e lo sviluppo della consapevolezza di ciò che sa fare, di quello che deve ancora migliorare e di ciò che deve imparare.
  2. Volere imparare - L’atleta vive in un costante processo di miglioramento delle sue prestazioni e deve esserne pienamente consapevole
  3. Riconoscere le opportunità - L’allenamento è costituito da un insieme di situazioni da affrontare e risolvere con il massimo dell’impegno.
  4. Impegnarsi con costanza e precisione - La motivazione si fonda su questi due aspetti che sono alla base di qualsiasi attività in cui l’atleta è impegnato.
  5. Volere rischiare - L’allenamento non è una scienza esatta e anche le migliori proposte si basano sulla volontà dell’atleta di correre il rischio di sbagliare.
  6. Tollerare le difficoltà - L’atleta deve essere consapevole che ogni volta che raggiunge un livello di performance superiore a quello precedente, stacca il biglietto per affrontare nuove difficoltà.
  7. Accettare le sconfitte - Nello sport si commettono continuamente errori che devono essere accettati come fatti non evitabili; per i top atleti possono essere poco frequenti ma spesso sono  comunque decisivi a impedire una prestazione vincente.
  8. Dare importanza al tempo - Per diventare “bravi” ci vuole molto tempo e l’atleta deve essere pienamente consapevole di questa condizione.
  9. Collaborare con allenatori e staff - Riconoscere la leadership dell’allenatore e dello staff è un fattore decisivo per il successo di un atleta.
  10. Analizzare le proprie prestazioni - L’atleta deve sapere valutare con criteri specifici e precisi le sue prestazioni, senza valutarle solo in termini di risultato.

 

Rischio di sovrappeso e obesità per i bambini con autismo

The risk of overweight and obesity in children with autism spectrum disorders: A systematic review and meta‐analysis

Kahathuduwa CNWest BD  Blume J  Dharavath  Moustaid-Moussa N Mastergeorge A

Obes Rev. 2019 Oct 8

Multiple studies have suggested that autism spectrum disorders seem to increase the risk of overweight and obesity. We examined the pooled prevalence and relative risk of developing overweight or obesity among children with autism spectrum disorders in a systematic review and meta‐analysis. We searched PubMed, Scopus, ProQuest, and Web of Science databases and subsequently screened the records to identify studies that reported prevalence of overweight and/or obesity in children with ASD and matched groups of neurotypical children. DerSimonian‐Laird random‐effects meta‐analyses were performed to examine pooled prevalence and relative risk of obesity in children with autism spectrum disorders using the “meta” package in R software. Among children with autism spectrum disorders, the prevalence of obesity was 22.2%. Children with ASD had a 41.1% greater risk (P = .018) of development of obesity. Non‐Caucasian race, increasing age, female sex, and living in the United States emerged as positive moderators of the association between autism spectrum disorders and prevalence of overweight or obesity. Autism spectrum disorders seem to increase the risk of childhood obesity. Increased awareness of this association may allow the implementation of early interventions to reduce obesity and prevent potential deterioration of quality‐of‐life in this population.