Ora tocca a Società e allenatori: non mollate

Articolo: Calcio Insieme

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10 ragioni per giocare a calcio per i giovani con autismo

10 ragioni per cui i giovani con disabilità intellettiva traggono beneficio dal gioco del calcio
  1. Il calcio è lo sport più amato dai giovani di tutto il mondo: si può giocare ovunque, al chiuso e all’aperto, ogni luogo si può trasformare in un campo di calcio e chiunque indipendentemente dalle sue capacità può giocare una partita.
  2. Il pallone è un strumento sportivo senza rivali: lo puoi calciare con i piedi o con le mani e colpire con ogni parte del corpo; tutti possono passare la palla, tirare in porta o provare a parare un tiro. Dai un pallone a un gruppo di bambini e non si stancheranno di rincorrerlo.
  3. Il calcio favorisce l’inclusione di tutti, ogni ragazzo o ragazza può correre dietro una palla, toglierla a un altro, tirare, passare e parare.
  4. I giovani con disabilità intellettiva sono di solito esclusi dal gioco del calcio, perché sono rare le opportunità che gli vengono offerte.
  5. Giocare a calcio e con il pallone gli permette di stare con i compagni di classe, con i loro amici e di conoscerne di nuovi.
  6. Calcio è stare all’aria aperta, vedere le stagioni anche se si vive in città e imparare a muoversi con gli altri quando fa freddo o caldo o quando tira vento.
  7. Calcio è partecipare a un allenamento centrato su apprendimenti nuovi che determinano il miglioramento delle abilità motorie di base, coordinazione, abilità tecnico- tattiche, abilità di comunicazione, collaborazione e cognitivo-affettive.
  8. Calcio è stare in gruppo insieme durante l’allenamento, condividere gli stessi spazi, esercitandosi da soli ma anche con un altro compagno o in piccoli gruppi.
  9. Calcio è vestire la divisa della propria squadra, la Roma, andare allo stadio insieme a tutto il gruppo a vedere le partite e andare a scuola con questa uniforme, essere riconosciuti dai compagni come allievi della scuola calcio della Roma.
  10. Calcio è integrazione, allenandosi e partecipando a tornei e giocando partite di calcio integrato 5vs5 composte da tre giovani con disabilità intellettiva e due giovani della AS Roma.

Seminario: Ti stimi … ma quanto?

 

 

 

 

 


Online Conferenza: Psychology of Elite Sports Performance

Il Forum Applied Sport Psychologists in Top Sport e l’Università Lusófona (Portugal) organizza: “Online European Conference Psychology of Elite Sports Performance” on 21-22 November. Programma e speakers: http://psyper.ulusofona.pt

 

 

Calcio Insieme a Casa

Durante il lockdown abbiamo continuato ad allenare i bambini con disabilità intellettiva.

Questa è la copertina del Quaderno Tecnico di Calcio Insieme a Casa che abbiamo realizzato in collaborazione con Roma Cares.

E un esempio di esercizio. Grazie a tutto lo Staff che lo ha reso possibile.



 

Seminario: Ti stimi … ma quanto?

La Scuola Regionale dello Sport-CONI Calabria

in collaborazione con Ordine Psicologi Calabria organizza incontro sul tema

“Ti stimi… ma quanto ti stimi”?

(Educare all’autostima, migliora la performance)

19 ottobre 2020

 

16.45 – Accredito

17.00  -  Saluti – Maurizio Condipodero – Presidente CONI Calabria

- Armodio Lombardo – Presidente Ordine Psicologi Calabria

– Introduce e modera – Mimmo Albino – Direttore SRdS

17.15 – Intervento sul tema: – Alberto Cei – Psicologo – docente SdS

18.30 – Question time

19.00 – Conclusioni

Destinatari: Psicologitecnici e dirigenti sportivi, insegnanti, studenti e laureati scienze motorie.

Modalità di iscrizione: Accedere al sito della Scuola Regionale dello sport del C.O.N.I. Calabria e compilare la scheda di iscrizione ed inviare a srdscalabria

Quota di iscrizione:  gratuita

Sarà cura della SRdS  confermare la partecipazione all’incontro.

A tutti i partecipanti verrà inviato, attestato di partecipazione a cura della SRdS C.O.N.I. Calabria 

Seminario: Calcio e integrazione – l’esperienza dell’AS Roma con i bambini con disabilità intellettiva

Calcio Insieme è un progetto di empowerment psicologico, relazionale e motorio tramite il calcio per giovani con disabilità intellettiva, con particolare riferimento al disturbo dello spettro autistico.

Dal 2015 la Fondazione Roma Cares, espressione della responsabilità sociale dell’AS Roma Calcio, e Asd Accademia Calcio Integrato organizzano su base annuale programmi di sviluppo motorio attraverso il gioco del calcio per bambini con disabilità intellettive. Le indagini condotte hanno evidenziato la costante presenza dei bambini durante le attività e la soddisfazione delle loro famiglie e i benefici motori, sportivi e psicosociali che derivano da questi programmi.

Scopo di questo Seminario è di presentare i risultati delle ricerche condotte, illustrare il modello d’intervento, realizzato per la prima volta nel calcio giovanile con la collaborazione degli istruttori della AS Roma, degli psicologi dello sport, del logopedista, dei medici e dei responsabili dei rapporti con le scuole e le famiglie.

LeBron, Hamilton e Nadal: testimoni di un grande cambiamento mentale

LeBron James, Lewis Hamilton e Rafa Nadal, tre sport diversi, ieri tutti vincenti nel campionato NBA, in Formula 1 e nel tennis. Sono i testimoni di quanto la carriera degli atleti sia molto cambiata e come questa diversità sia l’esempio più evidente di quanto sia altrettanto cambiata oggi la percezione dell’età e il concetto di salute e benessere e di come di conseguenza si sia modificato radicalmente anche il concetto di vecchiaia. Di questo oggi molte persone ne hanno consapevolezza e vivono quotidianamente in modo coerente a questo nuovo approccio alla propria vita. Tutto questo avviene anche grazie anche ai successi di questi campioni planetari.

Le parole rivelano cosa pensiamo degli atleti

Parlare rivela la concezione che le persone hanno dei loro interlocutori, nel caso degli allenatori rivela qual è la concezione di un allenatore nei confronti dei suoi atleti.

Non è ovviamente una questione di conoscenza grammaticale ma di un modo di esprimersi in cui l’accento viene posto sull’atleta evidenziandone una sua concezione passiva da parte dell’allenatore. Come se si trattasse di persone, gli atleti, che cambiano in reazione allo stimolo (le parole del coach) e non in quanto sono agenti attivi del proprio miglioramento.

Infatti è frequente sentire frasi di questo tipo:

  • Bisogna motivare gli atleti
  • L’allenamento deve andare a migliorare abilità degli atleti
  • E’ chiaro che questo qua si abbatte subito
  • Stimolarli li rende impegnati mentalmente
  • Quando vado a fare visualizzare il mio atleta
Queste affermazioni sono solo alcune fra le tante che sento esprimere sui campi e che descrivono l’allenatore come una specie di mago che cambia le persone. Questo atteggiamento rivela una concezione dell’atleta come colui che deve reagire e l’allenatore come l’addestratore di persone che senza una guida di questo tipo non possono migliorare.
Hai mai riflettuto sulle parole che usi? E sull’effetto che detrminano sugli atleti che alleni?